Tagli agli stipendi più elevati, blocco degli aumenti di anzianità e modifica dei pensionamenti anticipati al Quirinale. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano - si legge in una nota della presidenza della Repubblica, su proposta del Segretario generale e sentite le organizzazioni sindacali - ha applicato, per il triennio 2011-2013, le misure "salva conti" previste dalla manovra economica 2010. I soldi risparmiati nei tre anni saranno riassegnati al fondo per l'ammortamento dei titoli del debito pubblico.
Sul fronte stipendi spiegano dal Quirinale, sono applicate le trattenute del 5% e del 10% sulle buste paga superiori, rispettivamente, ai 90mila e ai 150mila euro, e sono bloccate le progressioni automatiche di anzianità per le fasce stipendiali più elevate. In più, è mantenuto il blocco dell'adeguamento all'incremento del costo della vita di tutte le retribuzioni e dei trattamenti pensionistici in atto dal 2008.
Disco verde pure alla modifica della normativa sui pensionamenti anticipati di anzianità, fissando a regime il limite di 60 anni di età e 35 di anzianità utile al pensionamento, con l'introduzione in via transitoria di misure dissuasive attraverso significative riduzioni dei trattamenti pensionistici.
I risparmi così ottenuti, si legge ancora nel comunicato, si aggiungono alle economie già realizzate dal 2006 al 2010, che hanno già consentito di mantenere ferma la richiesta di dotazione per il Colle a carico del bilancio dello Stato per ciascun anno del triennio 2011-2013 al livello del 2010 di 228 milioni di euro (sostanzialmente pari al livello del 2008, a seguito della riduzione di 3.217.000 euro della dotazione per il 2009).
Marco Pinna
Responsabile comunicazione Pd Sestri
Il blog dei Giovani Democratici MedioPonente & Ponente. News e altro
giovedì 30 dicembre 2010
martedì 28 dicembre 2010
La Manovra che taglia e inquina
21/11/2010
di Anna Donati
La legge di stabilità in via d'approvazione premia l'autotrasporto estanga i pendolari. Dall'anno prossimo in tutte le regioni ci saranno tagli a treni e pullman, e aumento delle tariffe fino a più 78 percento. La manovra finanziaria, appena licenziata dalla camera, trova 400 milioni di euro per l'autotrasporto, 471 milioni di euro per i cacciabombardieri F-35, e ben 245 milioni per le scuole private, ma conferma i tagli per il trasporto ferroviario regionale a cui manca più di un miliardo.
La manovra "sembra" trovare 425 milioni per coprire il buco, ma inrealtà li prende dalle risorse previste per l'acquisto di materiale rotabile per il trasporto regionale nel dl 185/2008 che erano pari a 960 milioni. L'emendamento approvato, peraltro scritto in modo tortuoso ed ambiguo, in pratica dimezza le risorse per i nuovi treni per tagliare "un po' meno" il servizio. Una vera beffa per quei 2,5milioni di pendolari che ogni giorno usano il treno per muoversi, eche avevano osato sperare che con l'arrivo del nuovo materiale rotabile a partire dal 2012 sarebbe migliorata la qualità del servizio. Non solo, anche queste risorse saranno assegnate alle regioni ad alcune condizioni: che le regioni mettano risorse proprie per investimenti e servizi, che vengano aumentate le tariffe e razionalizzati i servizi.
Se da un lato è opportuno ed auspicabile un processo diefficientamento della spesa per il trasporto pubblico locale ed una miglior integrazione gomma-ferro. Non è giusto che a pagare siano gli utenti, ai quali vengono tagliati qualità e quantità dei servizi, mentre si aumentano le tariffe. E' impossibile che le Regioni siano ingrado, con i pesanti tagli che stanno subendo per i prossimi anni, di far fronte alla situazione con risorse proprie. Mettere insomma le mani nelle tasche degli italiani, quello che il governo Berlusconi dice di non voler fare.
Dal prossimo anno, a meno di novità positive dal passaggio al senato del ddl, si annunciano tagli in tutte le regioni del trasporto per i pendolari, tra 10 ed il 20% del servizio, con robustiaumenti delle tariffe. Addio quindi alla difficile strada verso la mobilità sostenibile e allo sviluppo del trasporto collettivo, tagliando servizi già scarsi e di bassa qualità, se confrontati con il restodelle città europee. Le regioni hanno protestato duramente, già a partire dalla manovra estiva di Tremonti che, oltre a tagliare 9 miliardi in due anni alle regioni, aveva soppresso il comma 302, articolo 1 della Legge Finanziaria 2008, che consentiva alle regioni a partire dal 2011 di trattenere una quota dell'accisa sul gasolio per il servizio ferroviario regionale. Una misura che valeva 1,181 miliardi e che adesso mette a rischio tutto il trasporto ferroviario regionale, in particolare di Trenitalia secondo quanto concordato nei nuovi contratti di servizio con le regioni. Buco a cui non hanno rimediato governo e camera, se non con quel vergognoso storno di fondi dai treni verso il servizio di cui si è detto, mentre i tagli generali alle regioni e comuni costringeranno anche ai tagli nel trasporto pubblico su gomma, da cui sembrano salvarsi al momento solo 372 milioni complessivi, per le rate dei mutui per l'acquisto di autobus e l'IVA sui contratti di servizio, nonché 94 milioni per lo sviluppo dei servizi regionali. Le regioni continuano a protestare contro i tagli, hanno chiesto e non ancora ottenuto un incontro con il governo, sono costrette a programmare comunque i tagli a partire dal nuovo orario ferroviario del 12 dicembre, e spesso organizzano anche iniziative pubbliche con i pendolari. In Toscana, Asstra, Legambiente ed Anav hanno messo in piedi una campagna con un sito ( www.notaglialtrasporto.it )per far sentire la voce dei pendolari. In effetti di fronte all'enormità del taglio non sembra esserci una adeguata reazione, a partire da Trenitalia, molti sono convinti che alla fine il taglio rientrerà e forse per la difficoltà di organizzare una azione specifica dei pendolari, gli stessi che subiscono taglialla scuola, all'occupazione, alla cultura.......E' probabile che esploda la protesta una volta che sarà evidente iltaglio dei servizi di trasporto.
Asstra ha già elaborato alcuni scenari, sostenendo che solo un taglio dell'ordine del 3/5% può essere assorbito con l'efficientamento. Ma se il taglio è del 10% dellerisorse per mantenere tutti i servizi le tariffe dovranno aumentaredel 36%, se il taglio è del 20% l'aumento delle tariffe sarà del 78%. Se invece si tagliano i servizi, con il 20% in meno di risorse vanno tagliati ogni anno 392 milioni-km di autobus, tram e metropolitane equesto comporta 540 milioni di passeggeri/anno di meno. A questi vanno sommati il taglio di 7,8 di treni-km di ferrovie regionali (esclusa Trenitalia), che comporta 1,5 milioni di passeggeri in meno. Secondo Asstra, in Italia solo l' 11,6% degli spostamenti avviene oggisul trasporto pubblico: con i tagli annunciati stimano che tornerà ascendere la quota modale al 10% in due anni, buttando a mare anni di sforzi per aumentare il numero di passeggeri e di migliorare il servizio. Questo avrà anche pesanti effetti ambientali nelle città e la congestione, mentre è sottovalutato l'effetto sull'occupazione nelle aziende delTPL.
Con taglio del 20% dei servizi vi saranno - secondo Asstra -19.720 addetti in esubero e da tagliare, per i quali non è prevista alcuna forma di ammortizzatore sociale specifico. Nuovi disoccupati che graveranno su di una crisi economica già pesante per le famiglie italiane. Senza dimenticare che tagli in questo settore significa anche fermare l'industria. Un'industria già in difficoltà per la frenata degli ordini dovuta alla crisi economica. E pensare che qualche buona notizia era arrivata per migliorare il servizio nelle città. Un recente convegno del Ministero dei Trasporti ha fatto il punto sullo stato dei progetti di tram e tram-treno in Italia. Diverse città hanno ormai inaugurato nuove reti come Padova, Messina, Bergamo, Firenze, Cagliari, Sassari, oltre alle reti già in uso di Roma, Milano, Napoli e Torino, che hanno un notevole successo di pubblico. Altre linee sono in cantiere a Venezia, Palermo, Firenze, e Milano. Ma se si tagliano le risorse per l'esercizio come faranno a sformarsi in servizio ai cittadini? E come sarà possibile aumentare il trasporto regionale come promesso, sulle linee liberate dai treni di lunga percorrenza che ora viaggiano sulle nuove linee veloci? Il rischio concreto è che dopo aver speso tante risorse pubbliche in infrastrutture su ferro, adesso i pendolari ed il trasporto locale non traggano alcun beneficio per i loro spostamenti, nonostante siano la stragrande maggioranza dei viaggi quotidiani.
di Anna Donati
La legge di stabilità in via d'approvazione premia l'autotrasporto estanga i pendolari. Dall'anno prossimo in tutte le regioni ci saranno tagli a treni e pullman, e aumento delle tariffe fino a più 78 percento. La manovra finanziaria, appena licenziata dalla camera, trova 400 milioni di euro per l'autotrasporto, 471 milioni di euro per i cacciabombardieri F-35, e ben 245 milioni per le scuole private, ma conferma i tagli per il trasporto ferroviario regionale a cui manca più di un miliardo.
La manovra "sembra" trovare 425 milioni per coprire il buco, ma inrealtà li prende dalle risorse previste per l'acquisto di materiale rotabile per il trasporto regionale nel dl 185/2008 che erano pari a 960 milioni. L'emendamento approvato, peraltro scritto in modo tortuoso ed ambiguo, in pratica dimezza le risorse per i nuovi treni per tagliare "un po' meno" il servizio. Una vera beffa per quei 2,5milioni di pendolari che ogni giorno usano il treno per muoversi, eche avevano osato sperare che con l'arrivo del nuovo materiale rotabile a partire dal 2012 sarebbe migliorata la qualità del servizio. Non solo, anche queste risorse saranno assegnate alle regioni ad alcune condizioni: che le regioni mettano risorse proprie per investimenti e servizi, che vengano aumentate le tariffe e razionalizzati i servizi.
Se da un lato è opportuno ed auspicabile un processo diefficientamento della spesa per il trasporto pubblico locale ed una miglior integrazione gomma-ferro. Non è giusto che a pagare siano gli utenti, ai quali vengono tagliati qualità e quantità dei servizi, mentre si aumentano le tariffe. E' impossibile che le Regioni siano ingrado, con i pesanti tagli che stanno subendo per i prossimi anni, di far fronte alla situazione con risorse proprie. Mettere insomma le mani nelle tasche degli italiani, quello che il governo Berlusconi dice di non voler fare.
Dal prossimo anno, a meno di novità positive dal passaggio al senato del ddl, si annunciano tagli in tutte le regioni del trasporto per i pendolari, tra 10 ed il 20% del servizio, con robustiaumenti delle tariffe. Addio quindi alla difficile strada verso la mobilità sostenibile e allo sviluppo del trasporto collettivo, tagliando servizi già scarsi e di bassa qualità, se confrontati con il restodelle città europee. Le regioni hanno protestato duramente, già a partire dalla manovra estiva di Tremonti che, oltre a tagliare 9 miliardi in due anni alle regioni, aveva soppresso il comma 302, articolo 1 della Legge Finanziaria 2008, che consentiva alle regioni a partire dal 2011 di trattenere una quota dell'accisa sul gasolio per il servizio ferroviario regionale. Una misura che valeva 1,181 miliardi e che adesso mette a rischio tutto il trasporto ferroviario regionale, in particolare di Trenitalia secondo quanto concordato nei nuovi contratti di servizio con le regioni. Buco a cui non hanno rimediato governo e camera, se non con quel vergognoso storno di fondi dai treni verso il servizio di cui si è detto, mentre i tagli generali alle regioni e comuni costringeranno anche ai tagli nel trasporto pubblico su gomma, da cui sembrano salvarsi al momento solo 372 milioni complessivi, per le rate dei mutui per l'acquisto di autobus e l'IVA sui contratti di servizio, nonché 94 milioni per lo sviluppo dei servizi regionali. Le regioni continuano a protestare contro i tagli, hanno chiesto e non ancora ottenuto un incontro con il governo, sono costrette a programmare comunque i tagli a partire dal nuovo orario ferroviario del 12 dicembre, e spesso organizzano anche iniziative pubbliche con i pendolari. In Toscana, Asstra, Legambiente ed Anav hanno messo in piedi una campagna con un sito ( www.notaglialtrasporto.it )per far sentire la voce dei pendolari. In effetti di fronte all'enormità del taglio non sembra esserci una adeguata reazione, a partire da Trenitalia, molti sono convinti che alla fine il taglio rientrerà e forse per la difficoltà di organizzare una azione specifica dei pendolari, gli stessi che subiscono taglialla scuola, all'occupazione, alla cultura.......E' probabile che esploda la protesta una volta che sarà evidente iltaglio dei servizi di trasporto.
Asstra ha già elaborato alcuni scenari, sostenendo che solo un taglio dell'ordine del 3/5% può essere assorbito con l'efficientamento. Ma se il taglio è del 10% dellerisorse per mantenere tutti i servizi le tariffe dovranno aumentaredel 36%, se il taglio è del 20% l'aumento delle tariffe sarà del 78%. Se invece si tagliano i servizi, con il 20% in meno di risorse vanno tagliati ogni anno 392 milioni-km di autobus, tram e metropolitane equesto comporta 540 milioni di passeggeri/anno di meno. A questi vanno sommati il taglio di 7,8 di treni-km di ferrovie regionali (esclusa Trenitalia), che comporta 1,5 milioni di passeggeri in meno. Secondo Asstra, in Italia solo l' 11,6% degli spostamenti avviene oggisul trasporto pubblico: con i tagli annunciati stimano che tornerà ascendere la quota modale al 10% in due anni, buttando a mare anni di sforzi per aumentare il numero di passeggeri e di migliorare il servizio. Questo avrà anche pesanti effetti ambientali nelle città e la congestione, mentre è sottovalutato l'effetto sull'occupazione nelle aziende delTPL.
Con taglio del 20% dei servizi vi saranno - secondo Asstra -19.720 addetti in esubero e da tagliare, per i quali non è prevista alcuna forma di ammortizzatore sociale specifico. Nuovi disoccupati che graveranno su di una crisi economica già pesante per le famiglie italiane. Senza dimenticare che tagli in questo settore significa anche fermare l'industria. Un'industria già in difficoltà per la frenata degli ordini dovuta alla crisi economica. E pensare che qualche buona notizia era arrivata per migliorare il servizio nelle città. Un recente convegno del Ministero dei Trasporti ha fatto il punto sullo stato dei progetti di tram e tram-treno in Italia. Diverse città hanno ormai inaugurato nuove reti come Padova, Messina, Bergamo, Firenze, Cagliari, Sassari, oltre alle reti già in uso di Roma, Milano, Napoli e Torino, che hanno un notevole successo di pubblico. Altre linee sono in cantiere a Venezia, Palermo, Firenze, e Milano. Ma se si tagliano le risorse per l'esercizio come faranno a sformarsi in servizio ai cittadini? E come sarà possibile aumentare il trasporto regionale come promesso, sulle linee liberate dai treni di lunga percorrenza che ora viaggiano sulle nuove linee veloci? Il rischio concreto è che dopo aver speso tante risorse pubbliche in infrastrutture su ferro, adesso i pendolari ed il trasporto locale non traggano alcun beneficio per i loro spostamenti, nonostante siano la stragrande maggioranza dei viaggi quotidiani.
mercoledì 8 dicembre 2010
Incontro del 3/12/2010
In questa riunione sono state prese le seguenti decisioni:
-Luca Buffa è stato nominato responsabile per la Scuola per i GD MedioPonente
-Simone Piana per le Associazioni per i GD MedioPonente
-Inoltre si sono buttate giù le basi per il prossimo evento sui trasporti, possibilmente invitando due esponenti del PD Trasporti.
-Si è avviata la fase preparatoria per l'evento musicale che si terà durante le vacanze natalizie.
-Si vuole approfondire il radicamento della Giovanile a Cornigliano.
-Infine si cercherà di instaurare rapporti di collaborazione con la Banda Filarmonica Sestrese e la Croce Verde
-In ultima analisi la Giovanile parteciperà al giornalino del Partito Democratico(Sez. Sestri Ponente) con un suo articolo dove verranno trattati argomenti via via diversi a seconda del momento politico-sociale.
Firmato:
Bellentani Ezio, Segretario Giovani Democratici MedioPonente
-Luca Buffa è stato nominato responsabile per la Scuola per i GD MedioPonente
-Simone Piana per le Associazioni per i GD MedioPonente
-Inoltre si sono buttate giù le basi per il prossimo evento sui trasporti, possibilmente invitando due esponenti del PD Trasporti.
-Si è avviata la fase preparatoria per l'evento musicale che si terà durante le vacanze natalizie.
-Si vuole approfondire il radicamento della Giovanile a Cornigliano.
-Infine si cercherà di instaurare rapporti di collaborazione con la Banda Filarmonica Sestrese e la Croce Verde
-In ultima analisi la Giovanile parteciperà al giornalino del Partito Democratico(Sez. Sestri Ponente) con un suo articolo dove verranno trattati argomenti via via diversi a seconda del momento politico-sociale.
Firmato:
Bellentani Ezio, Segretario Giovani Democratici MedioPonente
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